Alessia escort bionda in Toscana
ByDa un quotidiano vengo a sapere che una nota show girl sta cercando un autista per accompagnarla nei suoi spostamenti.
Mi presento e scopro che la show girl è Alessia,dopo un veloce colloquio mi assume.
Il giorno successivo devo accompagnarla da roma a milano per un appuntamento di lavoro;
è piena estate,fa molto caldo e Alessia è vestita molto sexy:
camicetta trasparente con sotto un reggiseno bianco e minigonna che come si sposta fa intravedere le mutandine.
Con la scusa di cambiare le marce la mia mano più volte si sofferma sulla sua coscia finchè lei improvvisamente la prende e la porta in mezzo alle sue belle gambe facendomi toccare i peli della fica,intanto si sbottona la camicetta e mi dice di fermarmi al primo parcheggio sull’autostrada.
Mi fermo,lei si spoglia nuda,mi abbassa i pantaloni e i boxer e prende il mio cazzo duro prima in mano poi in bocca succhiandolo e leccandolo con avidità ,le sue tettine ballano e così decido di prenderle tra le mani strizzandole e solleticandole i capezzoli per farla godere.
Si distende sul sedile posteriore allargando le gambe e dicendo che lo vuole tutto dentro la fica,vengo due tre volte Raffaella è eccitatissima e vuole concludere la scopata portando il mio volto sul suo clitoride facendola godere con la lingua.Alla fine siamo esausti ma Raffa ancora vogliosa mi dice che ad ogni trasferta vuole scopare.
Io allora mi domando:ma in quanti si sono scopati Alessia. poi mi sveglio.
Da qualche mese Ale lavora tra le donne di pulizie della cooperative. E’ proprio una bella bionda, sui trent’anni, slanciata, abbronzata e soprattutto con dei piedini da favola.
Quando lavora porta sempre un paio di ciabattine di spugna, quelle con una lieve zeppa di sughero, aperte sul davanti.
In primavera le portava con le calze nere, e si intravvedevano le dita senza smalto.
Ma appena arrivata l’estate ha iniziato a portarle con i suoi bellissimi piedini abbronzati, spesso con smalto rosso scuro o nero.
Quando le passo vicino e la vedo indaffarata non posso non fissalre le dita, come si muovono contro la spugna delle sue ciabattine blu.
E il sogno che faccio di frequente e’ di abbracciarla da dietro mentre sta lavorando, accarezzarla tutta, stenderla su una scrivania, scendere con la bocca verso le sue caviglie, arrivare alle pantofoline, sfilarle e leccarle i talloni, la pianta e le dita una per una…
Prese per vederle da vicino, erano consumatissime in corrispondenza dei talloni e delle dita.
Portate al naso, erano ancora umide dei piedi sudati, ed emanavano un buon profumo dei suoi piedini, leggermente acre.
Non ho resistito alla tentazione di annusarle profondamente e leccarne l’interno, soprattutto le parti odorose ad ancora umide del sudore, sognando quei piedini che continueranno a visitare i miei sogni.
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